Dedo Diary

Dedo Diary

IL DIALOGO INTERIORE

Questo è uno strano blog, ecco perché l’ho chiamato diario.

Mi sentivo di coniugare in un unico progetto moda e riflessioni di vita interiore; è possibile? …ci proverò. Lo farò alla mia maniera. Cercherò di dare un ordine agli articoli ma il tutto potrebbe restare in una forma vagamente caotica.

Sono convinta che la vita interiore sia il motore forte che muove ogni cosa, il fuoco che aziona la voglia di esprimersi. Io mi esprimo progettando abiti – c’è chi si esprime con la pittura, la danza, la fotografia… ma al di là di questo, andare a ricercare le radici profonde che innescano un’espressione mi sembra interessante. Generalmente il designer/artista lascia fuoriuscire la propria visione attraverso i suoi manufatti e le sue creazioni. Ecco, io vorrei affiancare qualcosa di scritto al mio progetto di design, non perché questo diventi una sorta di didascalia del mio lavoro – ogni spiegazione rischia di essere superflua o parziale, ma piuttosto per arricchire l’offerta (ovviamente non in senso commerciale): mi piacerebbe che la condivisione dei miei pensieri, la messa nero su bianco della mia narrazione interna, possa generare nuove sfumature di senso su ciò che produco e sul legame che questo ha con la mia visione del mondo. Ambizioso? Spero non troppo. Del resto offrire per un creativo è prima di tutto un offrirsi, spalancare le finestre della propria sensibilità verso gli altri, in modo gratuito e fiducioso. 

Oggi molti brand si mettono in contatto con il proprio pubblico su più livelli, intavolando un dialogo con i fruitori che spesso coinvolge anche la sfera privata delle persone dietro al business. Perché non si trasformi in un dialogo puramente esteriore, una mera vetrina, ci tengo a portare in queste pagine contenuti legati al benessere psico-fisico e riflessioni intime che popolano il mio vissuto quotidiano ormai da qualche anno a questa parte. Mi auguro che tali pensieri possano innescare un altro tipo di dialogo; possano farsi portavoce di una rinnovata ricerca del dialogo interiore che ognuno di noi ha con sé stesso. Scavare per conoscersi, e poi accogliersi prendendosi per mano. Trovare una comunicazione autentica con la propria essenza bambina, con la propria unicità. Abbracciandola.

Riuscire a stare con la parte profonda di me, empatizzando con quella parte, mi aiuta anche ad entrare maggiormente in connessione con gli altri, in una dimensione di ascolto non giudicante. Non è facile per uno spirito critico come il mio, ma del resto come faccio a giudicare la persona che ho davanti quando conosco le zone più oscure della mia anima? 

Sento un gran bisogno di fare tale operazione adesso, dopo i miei anni tumultuosi. Un’operazione con un valore in parte esorcizzante di molte mie ansie e paure, e che mi permette di svestire maschere scomode per indossare il mio vestito migliore, quello che mi fa sentiere profondamente me. Se anche una sola persona beneficerà di queste mie riflessioni scomposte, ne sarò estremamente felice. 

Vedi altri articoli